Neymar: anatomia di una frattura

Il 4 luglio del 2014 si disputa a Fortaleza la partita dei Quarti di finale della Coppa del Mondo tra il Brasile e la Colombia.

In molti si ricorderanno di quell’incontro, non solo per la vittoria dei padroni di casa per 2 a 1, ma anche per l’infortunio di Neymar da Silva Santos Júnior, meglio noto come Neymar, il giocatore più rappresentativo della Seleçao. Mancano appena una manciata di minuti al termine quando il difensore colombiano Zuniga, nel tentativo di anticipare Neymar, che attende il pallone spalle alla porta, lo colpisce con un ginocchio all’altezza del tratto lombare della colonna vertebrale.

Non è il solito infortunio per il quale sia sufficiente l’intervento dei sanitari con la bomboletta di ghiaccio spray. Neymar esce in barella e per lui termina non soltanto la partita, ma l’intera competizione.

La diagnosi di frattura vertebrale, come dichiarerà in seguito il giocatore, gli fa addirittura temere di dover abbandonare il calcio. In realtà Neymar dovrà stare fermo per circa 5 settimane, uno stop sufficientemente lungo da fargli saltare la Finale Brasile – Germania, ma fortunatamente non così grave da porre fine alla sua carriera.

Perché si sono temute conseguenze così importanti e per quale motivo invece l’attaccante ha potuto riprendere a giocare ai consueti, altissimi, livelli senza dover subire un intervento chirurgico, spesso necessario in caso di traumi vertebrali?

Di che tipo di frattura parliamo?

Si tratta della frattura composta di un processo trasverso che non interessa le strutture nervose. I processi trasversi fanno parte degli elementi posteriori delle vertebre; vi si inseriscono diversi muscoli tra i quali il muscolo grande psoas ed i muscoli intertrasversari.

Esistono varie classificazioni per le fratture vertebrali. Una tra le più utilizzate è quella proposta dalla AO Foundation.1 Secondo questa classificazione la frattura di un processo trasverso rientra tra le fratture vertebrali di tipo A-0: frattura che non minaccia in alcun modo la stabilità della colonna. Il trattamento è esclusivamente non chirurgico con riposo e busto per almeno 5-6 settimane. È necessario un controllo radiografico a due ed a cinque settimane dal trauma. Durante questi controlli si verifica che non vi sia una scomposizione dei monconi di frattura.

L’8 luglio del 2014 a Rio de Janeiro la Germania batterà in semifinale il Brasile per 7-1. Un passivo così pesante da far pensare che la presenza di Neymar non avrebbe comunque consentito alla propria nazionale di disputare la Finale della Coppa del Mondo.

https://www.aofoundation.org/

 

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