Perché, lo specialista ortopedico, prescrive un gastroprotettore in associazione ad un FANS (farmaco anti-infiammatorio non steroideo)?

I FANS, compresa l’ASA (cardioaspirina), possono essere molto utili, ed a volte indispensabili, nelle lombalgie: se usati bene sono assai efficaci, ma, spesse volte, vengono assunti in maniera eccessiva o incoordinata, senza tener conto di malattie associate e della assunzione di altri farmaci.
Il loro danno è essenzialmente lesivo sul canale digerente, ed in particolare sull’esofago, sullo stomaco e sul duodeno, dove, specie in caso di ristagno, possono provocare irritazioni, flogosi, iperemie, erosioni ed anche ulcera, con possibili micro- o macro-sanguinamenti.
Questi sono alcuni dei motivi per cui non vengono dati a digiuno, anche se, per avere una maggiore efficacia, dovrebbero essere lievemente ritardati rispetto al pasto, che, comunque, va assunto almeno 30-60 minuti prima. Il meccanismo con cui si verifica e si sviluppa tale danno, è l’attivazione di chinine e di sostanze della cascata arachidonica, oltre all’ipersecrezione gastrica. Le prime danneggiano le membrane degli epiteli di rivestimento della mucosa, la seconda provoca rottura di tali membrane e stimola l’iperemia, richiamando anche elementi linfo-plasmacellulari e neutrofili, con formazione di erosioni.
Si è molto discusso se un cosiddetto gastroprotettore deve essere somministrato in caso di assunzione di FANS: anche se non vi sono prove consolidate, è bene trattare con inibitori della secrezione gastrica, quali coloro che agiscono sugli H2 recettori, come la Ranitidina, o gli inibitori profondi della secrezione gastrica, i cosiddetti PPI e cioè gli omeprazolici.
Particolare attenzione deve essere rivolta all’eventuale associazione con reflusso duodeno-gastro-esofageo di materiale biliare che, in caso di tipologia litogena (vedi quella presente nei portatori di “bile spessa” o di calcoli o anche colecistectomizzati), ha un effetto protonizzante e quindi lesivo sugli epiteli. In questo caso è opportuno associare sali biliari.
Infine bisogna ricordare che alcune sostanze antidolorifiche e antifebbrili, quali il paracetamolo, se prese in alte dosi hanno provocato, specie nei paesi anglosassoni, epatiti fulminanti.
In definitiva, spesse volte, personalmente, preferisco fare uso di steroidi, specie in bolo e per periodi brevi, sebbene anche loro abbiano i noti effetti indesiderati.

Prof. Giovanni Gasbarrini
Emerito di Medicina Interna
www.gasbarrini.it

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