Osteoporosi nell’anziano: prevenzione e trattamento conservativo

Le fratture da fragilità, principale complicanza della osteoporosi, rappresentano oggi uno dei maggiori problemi di salute destinato ad incrementarsi nel futuro prossimo1. La osteoporosi è una patologia sociale in quanto colpisce circa un terzo delle donne dopo la menopausa ed è oggi una delle cause più frequenti di morbilità invalidità e mortalità tra la popolazione anziana. E`noto che il rischio di fratture osteoporotiche è maggiore nelle donne in post-menopausa, ed aumenta con l’età2. Tuttavia, numerosi studi hanno evidenziato che in età senile il problema è rilevante in entrambi i sessi3. Anche se l’osteoporosi può coinvolgere qualsiasi distretto scheletrico, le fratture più frequenti sono quelle a carico della colonna vertebrale, e nelle età più avanzate quelle del collo del femore, con conseguente aumento del rischio di disabilità, e di mortalità4. Dopo una frattura di femore, circa il 20% delle persone muore entro un anno, il 30% rimane disabile, il 40% non recupera più la propria autonomia e l’80% perde almeno una delle attività strumentali della vita quotidiana.
I fattori di rischio maggiori per l’osteoporosi includono l’età (che è il più importante), la ridotta attività fisica, le pregresse fratture da fragilità, una storia familiare di frattura osteoporotica, l’uso di corticosteroidi e l’abuso di alcol5.
La profilassi e la prevenzione non farmacologica della perdita di massa ossea hanno un ruolo essenziale nel prevenire, rallentare o bloccare la perdita minerale ossea, mantenendo stabile o incrementando la resistenza dell’osso e la performance muscolare, e/o rimuovendo quei fattori che possono facilitare la frattura6.
Esercizio fisico: L’attività fisica e l’allenamento muscolare comportano rilevanti effetti benefici alla salute dell’individuo in quanto migliorano l’equilibrio, la postura, la coordinazione, la propriocezione, la forza muscolare e il tempo di reazione negli anziani7 con conseguente significativa riduzione del rischio di cadute e le conseguenti.
Prevenzione delle cadute: Le cadute rappresentano il primum movens ed hanno un ruolo fondamentale nell’evento fratturativo. La prevenzione delle cadute ha quindi un ruolo cardine nella riduzione delle fratture da fragilità e la si ottiene con alcuni interventi quali il controllo e la correzione dell’acuità visiva e uditiva, la valutazione di problemi neurologici, la revisione di farmaci per gli effetti collaterali che possono avere sull’equilibrio e sulla stabilità, la rimozione delle barriere architettoniche domiciliari.
Fumo: Il fumo stimola il riassorbimento osseo perché interferisce con l’assorbimento del calcio e abbassai valori di estrogeno circolanti8.
Fattori nutrizionali: Una dieta bilanciata ricca di vitamine, minerali, e proteine6-9-10 contribuisce a mantenere un adeguato metabolismo osseo. Il consumo di frutta e verdura è risultato protettivo per l’uomo. Una dieta equilibrata è in grado di fornire un’adeguata assunzione di calcio (contenuto soprattutto nei prodotti caseari, legumi e alcune verdure) ma l’introito potrebbe essere completato (se necessario) con integratori o con cibi arricchiti di calcio. La ipovitaminosi D predispone l’anziano fragile ad una maggiore incidenza di fratture. Una concentrazione ottimale di vitamina D non soltanto mantiene un adeguato metabolismo osseo, ma è in grado di ridurre il numero di cadute del 20% 11-12.
La terapia farmacologica deve basarsi su medicine che hanno un’efficacia significativa nel ridurre l’incidenza di fratture. In definitiva, tutti i pazienti osteoporotici, con o senza fratture devono ricevere un supplemento di calcio e vitamina D e devono essere incoraggiati a svolgere una moderata attività fisica, prima di iniziare una terapia farmacologica specifica.

Dott. Stefano Bandiera
Dirigente Medico Chirurgia Vertebrale a indirizzo Oncologico e Degenerativo
Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna
BIBLIOGRAFIA
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