L’osteosarcoma: diagnosi, trattamento e ricerca

L’osteosarcoma è un tumore maligno raro del tessuto osseo. Rappresenta lo 0,2% di tutti i tumori maligni. Il 3% dei casi colpisce la colonna vertebrale. La sua incidenza è di circa 2-3 nuovi casi ogni milione di abitanti per anno. Purtroppo è una patologia che predilige la prima e seconda decade di età.

Quali sono i sintomi?

Di solito il dolore è il primo campanello di allarme seguito da un tumefazione della zona dolente che tende a crescere. Il dolore, a differenza di quello correlato a numerose patologie benigne che colpiscono la colonna, non risponde ai comuni antidolorifici e si prolunga nel tempo. Si può presentare anche come frattura patologica, cioè come una frattura che avviene senza trauma o a seguito di un traumatismo di lieve entità che in condizioni normali non causerebbe una frattura.
Quando il tumore è localizzato nella colonna vertebrale la massa può coinvolgere le strutture nervose dando sintomi da compressione che dipendono dal livello della stessa. Ad esempio nelle localizzazioni lombari può dare vari sintomi che vanno da una semplice irritazione del nervo sciatico alla sindrome della cauda, un quadro sintomatologico grave ed urgente in cui si ha perdita del controllo degli sfinteri e paralisi degli arti.

Come si fa la diagnosi?

Nella maggior parte dei casi una semplice radiografia della zona interessata, esaminata da un occhio esperto, indirizza verso la diagnosi. È sempre comunque necessario eseguire esami di secondo livello, come TC o risonanza magnetica, per confermare il sospetto diagnostico, studiare la morfologia e l’estensione della lesione e per valutare il coinvolgimento dei tessuti molli. Altri esami solitamente eseguiti nell’inquadramento diagnostico sono la PET-TC o la scintigrafia total body per valutare la presenza di altre localizzazioni e la TC del torace, che è la sede più comune di metastasi.
La diagnosi di certezza si ha con l’esame istologico.

Come può essere curato?

Come tutte le patologie neoplastiche il trattamento e la prognosi dipendono dall’estensione della malattia al momento della diagnosi. Più la diagnosi è precoce e migliore è il risultato del trattamento. Attualmente lo standard di riferimento per la cura dell’osteosarcoma è l’associazione di chemioterapia e resezione chirurgica della massa tumorale principale e delle metastasi.
La ricerca negli ultimi decenni ha dato speranza a milioni di persone portando la sopravvivenza a 10 anni a circa il 70% dei pazienti.

Ma c’è ancora molto da fare!
Per questo motivo vi invitiamo a sostenere L’AISOS, Associazione Italiana Studio Osteosarcoma ( http://aisos.it/it/ ), una Onlus che ha come compito principale l’aggregazione e la comunicazione fra i diversi settori della medicina e fra questa e le altre figure professionali del Comparto Sanità per la tutela dei soggetti colpiti da Osteosarcoma e per l’assistenza dei loro familiari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *